Menu principale:
TEMPI DIFFICILI: dal 1750 al 1850
Dal 1750 al 1850 i Forasacco residenti a Gazzo, a Grossa e nei paesi vicini erano un numero piuttosto consistente. Le famiglie erano abbastanza numerose, ma l'alto tasso di mortalità infantile, che si è registrato fino al tempo della 2° guerra mondiale, in quest'ultimo secolo, (come lo testimonia la morte dei bambini Antonietta, Ferdinando, Valeriano, Cristiano..., vissuti qualche mese !) le riduceva di molto nel numero dei componenti. Se si considera che nel primo anno di età morivano 23 bambini su 100, e che solo 16 su 100 potevano raggiungere i 60 anni, la decimazione delle famiglie era un fatto normale. Ma non morivano soltanto i bambini, morivano prematuramente anche molti uomini e donne, soprattutto per malattie che in quei tempi non erano ancora ben conosciute : spesso il venirne fuori incolumi aveva del miracoloso. Si può dire, quindi, che anche nelle famiglie dei Forasacco la morte era sovente di casa. Dalle cronache desunte dai registri parrocchiali si aveva l'impressione che ci fosse un funerale dei Forasacco ogni pochi mesi !...
Le cronache dell'epoca accennano spesso a oscuri drammi della gente soprattutto nelle campagne e nei monti, gente esposta a tutti i rischi, dall'inclemenza delle stagioni all'esosità dei padroni o del fisco, dalle frequenti fluttuazioni dei mercati granari alla denutrizione e alle epidemie, dal passaggio rovinoso di eserciti nemici alla costrizione per la leva delle migliori energie. La durata media della vita degli adulti era strettamente connessa con le vicende economico-
A questa vita umile, laboriosa, ma destinata al sudore e al sacrificio, di quasi tutti i Forasacco, faceva eccezione un ramo dei Forasacco, i cui capifamiglia, tramandandosi di padre in figlio cospicue ricchezze e possedimenti terrieri, acquisiti in lunghi anni di attività e frutto di doti non comuni di vivace intraprendenza e spiccato senso degli affari, potevano condurre vita agiata, da signori di vaste campagne e di terreni boschivi o coltivati a risaie. La loro condizione di vita somigliava in tutto a quelle delle famiglie nobili o signorili, con grande disponibilità di mezzi, di cavalli, di carrozze, di ville, casoni o case di campagna... Doveva certamente essere un gran signore Pietro Antonio Forasacco, di Giacomo, nato nel 1750 e sposato con Francesca Toniolo nel 1774, che colto da morte improvvisa, fu sepolto nella chiesa di Gazzo, nella tomba riservata ai Signori "Forasachi", con un grandioso funerale cui parteciparono oltre sette sacerdoti ! E' vero che in quei tempi il cimitero di Gazzo era addossato alla chiesa, ma il parroco annota chiaramente che fu sepolto proprio dentro la chiesa, nella tomba di famiglia, come era consuetudine per signori di famiglie di un certo rango, conti o nobili. La stessa cosa avvenne per Andrea Forasacco di Bernardo, nato nel 1748, figlio di un nostro capostipite diretto, morto l'8 agosto 1783 e sepolto nel "lisello" dei "Forasachi" nella chiesa di Gazzo alla presenza di molti sacerdoti. Un altro caso fu quello del bambino Antonio, di 5 anni, di Giacomo, sepolto nel "lisello dei Forasachi" nella stessa chiesa di Gazzo il 18 marzo 1780.